LA CRESCITA E’ “RINNOVABILE”

Apr 19, 2012 | News

L’energia prodotta da fonti rinnovabili si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e in Italia il settore ha vissuto una considerevole espansione, procedendo sulla strada dello sviluppo anche nei frangenti più difficili. Tra le maggiori spinte quelle relative alla crescita dell’eolico, e ancor di più del fotovoltaico.

Il numero degli impianti fotovoltaici è cresciuto dagli oltre 7.600 del 2007 ai 156 mila del 2010. A conferma di questa tendenza anche i dati riferiti all’anno appena trascorso: a inizio 2012 gli impianti installati sul territorio nazionale sono più di 322 mila. Tale progresso ha interessato tutte le aree d’Italia, ma dai dati disponibili emerge che il la macro-area energifera è al Sud, con circa il 38% del dato Paese; segue il Nord-Est con il 23,7% e, infine, il Centro e il Nord-Ovest, entrambi con circa il 19% del totale.

Noi della Confeuro individuiamo nel comparto delle energie pulite un importante pilastro in termini di produzione energetica e di salvaguardia dell’ambiente, arrivando a tracciare una realtà solida anche all’interno del settore agricolo. In un futuro ormai molto prossimo riteniamo necessario perseguire il fine di far diventare tali energie la fonte primaria di approvvigionamento del settore, ovviamente senza che questo intacchi in alcun modo la vocazione principale dell’agricoltura: produrre cibo.

Le possibilità di crescita del settore sono evidenti: dalla creazione di nuove professionalità alla conversione di alcune forme di impiego esistenti. Basta pensare che, nel fotovoltaico, gli occupati diretti sono passati da poche centinaia del 2002 ai 20 mila circa attuali. E’ però chiaro che non ci si può fermare a solo fotovoltaico e prevedere una migliore espansione delle rinnovabili anche nelle strutture del geotermico, delle biomasse o dell’idroelettrico. E in seguito potenziare le infrastrutture per favorire l’efficienza e il risparmio energetico nel settore primario.

In merito al potenziamento delle rinnovabili una funzione di primo piano viene determinata dagli incentivi statali. Il costo di produzione per l’energia pulita risulta ancora superiore a quello previsto per le fonti tradizionali e ciò palesa l’esistenza di un sistema incentivante come condizione quasi obbligatoria per l’esistenza di un mercato vantaggioso. Appare senz’altro decisiva l’opportunità di sfruttare tali incentivi per la messa in atto di progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma, come Confeuro, riteniamo più corretto che un produttore, invece di convertire il proprio campo in un’area adibita al fotovoltaico, possa avere a disposizione quei terreni agricoli inutilizzati, demaniali o sottratti alle mafie, capaci di consentirgli di svolgere al meglio il proprio lavoro.

La nostra posizione, pertanto, accoglie positivamente le nuove politiche in materia di fonti rinnovabili che si inscrivono nel quadro di sviluppo e sostenibilità per il raggiungimento e il superamento degli obbiettivi europei fissati per il 2020. Le tappe da percorrere devono però seguire un preciso sistema di incentivazione che appaia: adeguato e proficuo per l’intero Sistema Paese, in grado di ridimensionare l’influenza sulle bollette di aziende e cittadini e ricettivo delle priorità strategiche.