Si riduce la SAU, si contrae il futuro

Apr 15, 2012 | News

I dati del sesto censimento generale dell’agricoltura dicono molte cose, tante cose. Dicono che negli ultimi dieci anni le aziende del settore sono diminuite del 32,2%, che la loro dimensione media è cresciuta a vantaggio della competitività, ma anche a discapito della varietà della produzione agricola; ma soprattutto dicono che è diminuita la SAU, la superficie agricola utilizzata, meno 2,3% negli ultimi dieci anni e ora composta da 12.885.186 ettari.

Questo dato non è affatto di poco conto, è una triste metafora della contrazione del mondo agricolo e della perdita del suo prestigio. Eppure sono in molti a comprendere, almeno a parole, quale sia la differenza tra togliere un terreno dalle mani di un agricoltore e destinarlo a un uomo delle industrie o lasciarlo abbandonato a se stesso.

Un paese come l’Italia, eccezionale per la molteplicità di sapori e odori a cui è in grado di dar vita, continua a sbattere contro la sua naturale vocazione agricola, quasi a volersi far male senza un preciso motivo. Le catastrofi naturali che si stanno abbattendo sulla nostra penisola, anche in seguito ai repentini mutamente climatici degli ultimi anni, dicono questo, che le attività di forestazione sono ferme, che non si comprende ancora come curandosi della salute dei terreni si possono non solo prevenire le distruzioni di intere aree, ma anche porre le basi per il loro futuro.

Noi come Confeuro abbiamo più volte sottolineato l’esigenza, anche nelle opportune sedi istituzionali, di tenere insieme il presente con il futuro. Ed è per questo che continuiamo a premere affinché nuovi terreni, come quelli sottratti alle organizzazioni mafiose, vengano destinati a giovani agricoltori e perché l’Italia non smetta di essere un paese agricolo.

E’ noto a tutti che le diverse regioni italiane siano un vero e proprio bacino di tradizioni enogastronimche, ciò nonostante oltre la metà delle aziende agricole è concentrata in cinque sole regioni:Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Veneto.

E’ questa la battaglia che noi di Confeuro intendiamo affrontare, non più quella di ridare all’agricoltura quel che le è stato tolto, ma anche di spiegare e far comprendere che attraverso di essa si possono costruire le basi per un futuro migliore.