Lavoro e giovani

Apr 10, 2012 | News

La Confeuro considera la questione dell’occupazione giovanile centrale per lo sviluppo del primario italiano e conseguentemente dell’intero sistema Paese. In questi anni le nuove generazioni hanno visto bloccata ogni via per crescere, professionalizzarsi e conquistare il proprio spazio, anche se al contempo è altresì vero che non hanno saputo selezionare al meglio i campi di interesse economico collettivo più richiesti.

Un quadro chiaro di questo deficit è stato fornito dai dati della Cgia di Mestre, secondo cui nel 2011 sono stati 45.250 i posti di lavoro per i giovani che le imprese non sono riuscite a reperire sul mercato del lavoro. Le figure più difficili da rinvenire sono: commessi (5.000), camerieri (2.300), parrucchieri (1.800), informatici (1.400), contabili (1.270) elettricisti (1.250) e meccanici auto (1.250). Tra le motivazioni ci sono, sia il ridotto numero di candidati che hanno risposto alle inserzioni (circa il 47,6% del totale), sia l’impreparazione di chi si è presentato al colloquio di lavoro (52,4%). Un flop a 360 gradi e, per certi versi, un paradosso.

E’ possibile che tra i motivi ci sia anche la voglia dei giovani di “stare vicino a mamma e papà”, come detto nei giorni scorsi dal Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Una “frase infelice”, come ha riconosciuto ieri il Viminale, anche se, va detto, parzialmente vera. Sta di fatto che mentre la disoccupazione cresce a ritmi sostenuti, si rintracciano posizioni scoperte un po’ in tutti i settori.

Il rovescio della medaglia è il lavoro nero, piaga che la Confeuro ritiene necessario estirpare. I controlli dell’Inps e della Guardia di Finanza hanno portato alla luce 117.955 lavoratori finora sconosciuti alla previdenza e al fisco (in calo rispetto ai 150mila del 2010). Oltre la metà delle imprese passate al setaccio sono risultate irregolari: su un totale di 244.170 ispezionate ben 149.708 sono risultate non in regola.

Una doppia fotografia che restituisce un quadro assai complicato, nel quale, non c’è dubbio, è urgente intervenire. A spingere la riforma dell’Esecutivo è scesa in campo l’Ocse. L’articolo 18, ha detto il segretario generale dell’organizzazione con sede a Parigi, “non è il punto fondamentale” della riforma allo studio in Italia: in realtà, ha spiegato Miguel Angel Gurria, “si parla di flessibilità ma anche di reti di protezione per chi oggi non ne ’ha e di reinserimento nel mercato del lavoro.

La Confeuro ritiene che esistano tutti gli strumenti per rilanciare il lavoro giovanile, anche perché in grado di consentire notevoli passi in avanti, soprattutto in un settore come il primario, che per indole richiede innovazione e competenza, qualità presenti in molti giovani, ma spesso imbrigliate dalla lentezza della macchina burocratica e dalla scarsità delle possibilità di accesso.

La Confeuro è assolutamente convinta che sia necessario favorire i processi di inserimento delle nuove generazioni nel mondo agricolo, per esempio attraverso l’assegnazione dei terreni, di agevolazioni fiscali, dell’istituzione di un fondo ad hoc comprensivo delle risorse stanziate dall’Ue e mediante lo sviluppo della Green Economy. E’ però necessario che questi meccanismi non costituiscano nessun ulteriore aggravio per le aziende, ma siano per loro un ulteriore mezzo di sviluppo.