L”ULTIMO PAGA PER TUTTI

Nov 16, 2019 | News

L’inserto Affari&Finanza di La Repubblica ha dedicato un suo articolo di apertura alla Coldiretti definendola “la nuova eccentrica super-potenza del lobbismo italiana”. La DC era la “Balena Bianca”, la Coldiretti, nata 75 anni fa come costola “contadina” della DC, è diventata ora la “Balena Verde”. Più viva che mai, la sua forza è data da 1,6 milioni di iscritti e da 4.114 sezioni comunali. Non c’è nessun partito che possa vantare una tale numero di iscritti e una così capillare organizzazione sul territorio. Inoltre, questa forza le consente ora, come dice il presidente Ettore Prandini “di trasformare, strada facendo, i nemici in alleati”. Da tempo Coldiretti ha stretto rapporti con i consumatori legandosi con i prodotti a chilometro zero, e ora con Filiera Italia, l’associazione aperta alle industrie e alla grande distribuzione alimentare , si propone di diventare l’interlocutore diretto del settore agricolo sia per le produzioni che per il resto delle filiere, tant’è che da più parti si legge che è in corso la trasformazione della holding del settore alimentare da associazione in fondazione.Strategicamente per non entrare in conflitto con la Confindustria. Per tagliare corto l’ex Bonomiana punta a prendere tutto, almeno a controllare il sistema – terra, seme, produzione, raccolta vendita, trasformazione, commercializzazione, distribuzione attraverso strutture proprie o controllate, compresi gli utili e i dividendi!. A questa posizione del prof. Giacomini gli fa eco il direttore del Corriere Ortofrutticolo Frassoldati: “Anch’io ho notato Un cambio di passo sui temi dell’internazionalizzazione, dell’export, delle infrastrutture e del gap logistico ed energetico. In una parola si parla (finalmente) di rilanciare il ruolo delle imprese, non solo di mercati contadini, chilometro zero e protezionismo a tutti i costi. E’ evidente che la Coldiretti non vuole più fare solo il sindacato, anche se la sua forza viene da lì. Vuole giocare a tutto campo come una grande forza sociale, economica e anche finanziaria grazie a quell’hub di importanti relazioni societarie e imprenditoriali messo in piedi con la doppia operazione Filiera Agricola Italia e Bonifiche Ferraresi. Inevitabile che tanta arrembante strategia bipartisan (Coldiretti va d’accordo con tutti: con Renzi, Salvini, Di Maio, con Conte, con i giallo-verdi e i giallo-rossi, con i ministri di tutti gli schieramenti…) abbia creato qualche mal di pancia sul fronte imprenditoriale. Ma le ultime mosse – presenza di Prendini – all’assemblea Federalimentare fanno capire che sono passati i tempi della competizione senza esclusione di colpi”. Poi precisa,”Resta il fatto che mentre nel mondo delle imprese la tendenza all’aggregazione e alla semplificazione è una strada obbligata, in agricoltura continuano a duellare la Coldiretti e il fronte riunito in Agrinsieme, che sembra motivato più che altro dalla necessità di fare fronte comune allo strapotere di Coldiretti che dalla volontà di creare qualcosa di nuovo…”

Quanto potrà durare questa prova muscolare tra fronti contrapposti mentre l’agricoltura italiana perde colpi e in particolare l’ortofrutta perde un primato dietro l’altro?
Coldiretti ha dimostrato di essere una vera macchina da guerra quanto a lobby, ma la guerra non ha senso farsela dentro la filiera, è solo una guerra fra poveri. Il Grande Fratello, il Padre Padrone con cui bisogna vincere il braccio di ferro sta fuori della filiera: si chiama Grande distribuzione. Insomma una metamorfosi che in parte azzera e cancella la centralità dell’uomo protagonista e produttore di derrate genuine e di qualità straordinaria. Se chi produce è zavorra e
relegato a ultimo reietto preistorico, allora dobbiamo dire che l’agricoltura è un’altra cosa. Mai e poi mai l’ultimo potrebbe pagare il pranzo a tutti perché i tutti lo hanno divorato.
In questa rappresentazione non sono citati gli attori pubblici e non resta quindi che rilevare il fallimento della Politica Agricola Comunitaria –(PAC) — e cosa ancor più grave: l’assenza delle istituzioni nostrane.

Rocco Tiso

(fonte corriere ortofrutticolo)