L’UNICA AGRICOLTURA CHE VOGLIONO E’ QUELLA DEI POTENTI

Feb 25, 2016 | News

Anche se nelle istituzioni tutti raccontano la retorica del “piccolo e bello”, la realtà dei fatti e ben diversa, ed è giusto che i cittadini la conoscano. Infatti nonostante si senta dire che presto arriveranno per il primario finanziamenti a “pioggia” e che il ministro per l’Agroalimentare sta lavorando ad una nuova stagione agricola, siamo costretti a dirvi che, purtroppo, è tutto falso.

La verità infatti è che il ministero, il governo e le grandi lobby nazionali ed internazionali stanno cercando di sottrarre l’agricoltura agli agricoltori con l’obiettivo di regalarla agli uomini potenti che hanno abbastanza denaro per comprarla. La loro logica è che la terra, l’acqua, il cibo, il vento e tutte le risorse naturali non appartengano ad una comunità, ma a chi può permettersi di pagare il prezzo più alto.

Gli esempi in questa direzione sono tanti: vanno dalle cose scandalose contenute nel TTIP; da quanto accaduto ad Expo, dai tanti favori fatti agli amici e ai potenti della grande distribuzione e dell’agro-industria, dalla vendita di Syngenta e da molto altro. Il fatto è che mentre noi cittadini ci accapigliamo sulle cose più inutili, di là, dall’altra parte, c’è qualcuno che sta decidendo il nostro futuro e quello delle persone che amiamo. E credeteci, non lo stanno decidendo con l’obiettivo di renderlo migliore, ma solo più proficuo per le proprie tasche. Ovviamente da soli non potrebbero riuscirci, ma lo sappiamo e lo abbiamo detto, sono i soldi a fare la differenza. Ed ecco quindi che i giornali diventano più amichevoli e che tante multinazionali (ad esempio quelle del tabacco) diventano addirittura delle carissime amiche. D’altronde lo sappiamo no? Alcune organizzazioni di rappresentanza agricola hanno addirittura siglato degli accordi con loro e di fatto condanneranno alla scomparsa tante piccole produzioni agricole locali.

Da quanto detto però non bisogna trarre l’opinione sbagliata. Qui nessuno si sta arrendendo, anzi: la nostra è una metaforica “chiamata alle armi” e un invito a riprendersi la sensazione dello sdegno.

Il primo modo per combattere è quello di riconoscere quelle persone che stanno partecipando alla svendita delle nostre vite. Non c’è nulla da discutere con chi ha a che vedere con la mala-politica, la corruzione e il malaffare. Dobbiamo parlare con tutti, ma non con loro. Loro sono un’altra cosa. E vogliamo che sia così.