MARE MONSTRUM

Apr 21, 2015 | News

Ogni volta vengono spese tante e troppe parole su un argomento che ci lascia sgomenti e attoniti. Una vera e propria tragedia umana, un incubo per troppe persone che si consuma ogni anno, in tutte le stagioni. Questa volta una catastrofe ancora più grande e macabra. La crisi del Mediterraneo legata all’immigrazione scrive ogni giorno un nuovo capitolo, e ogni giorno è sempre più brutto.

Quegli oltre 700 morti annegati, partiti dal Centro Africa, anelavano la costa di un’Europa sconosciuta, ma cercata a tutti i costi (sempre troppo alti) come una promessa di futuro, una riva di sopravvivenza dove affidare il proprio destino.

Così ci vede la parte più disperata del mondo: la terra della libertà e del lavoro. Ma è davvero così? Da qui in poi si sprecano risposte, a volte divenendo anche troppo vicine al razzismo.

Le possibilità per loro non sembrano molte, dicono i più. Eppure basta guardare meglio per scoprire che proprio nel settore più bistrattato di tutti, quel comparto agricolo che i nostri politici considerano alla stregua del niente, si manifestano i tanti esempi virtuosi presenti nelle campagne italiane dove lavorano regolarmente oltre 150mila immigrati extracomunitari che contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire il successo del Made in Italy nel mondo.

Questa tragedia dovrebbe essere presa come monito per pretendere che una politica europea non più costruita solo su vincoli ottusi, ma unendo sicurezza e umanità. Da qui in poi è quindi necessaria la presa di coscienza sulla crisi del Mediterraneo da parte dell’Occidente, che deve far fronte ai suoi doveri e alle sue paure provando a rimanere la terra della democrazia dei diritti.