OCCHIO ALL’ESCA

Apr 10, 2015 | News

Se si entra in biblioteca e si cercano teorie di governo se ne incontrano a decine, forse a centinaia. Ma nessuna di queste ha mai ipotizzato qualcosa di simile a quel che ad oggi gestisce la cosa pubblica. Stiamo parlando del mondo delle slide e di quel governo fatto di spot, annunci, faccioni televisivi e tante e tante promesse.

Il meccanismo è semplice e ormai riconoscibile: se prometti una cosa poi dovrai mantenere l’impegno preso, se ne prometti centinaia però chi si ricorderà mai cos’hai detto? Ma per far funzionare questa forma di governo non basta l’uso approfondito della tecnica, serve affiancala ad altri strumenti dall’impatto immediato. Eccoci quindi alle slide: a quelle due righe scritte che in realtà non dicono nulla; a quei numeri che non si sa dove e per cosa verrano usati e a quelle promesse di un futuro migliore senza dire per chi.

Oggi l’impegno dei nostri governanti non è più nel contenuto, ma nella scatola. Niente vende meglio di un bel fiocco e di una preziosa carta regalo. Ed eccoci quindi a Expo, alla rottamazione, alla riforma del lavoro e al chi più ne ha più ne metta. Nel frattempo i giornali, le tv e le radio abboccano ai vari ami senza guardare ai contenuti e il terreno dello scontro si sposta dal reale al virtuale. La battaglia politica diventa da confronto/scontro di idee ad una competizione tra venditori. Il punto è che chi compra sarà per sempre costretto a scegliere tra due prodotti scadenti.

“La ricerca della verità e della conoscenza è una delle più alte attività umane anche se spesso ne menano più vanto quelli che meno vi partecipano”. A dirlo è stato Albert Einstein. Non credete che in un certo senso sembra stia parlando proprio di chi ci ha governato in questi anni? Non è forse tutta in questa frase la distanza che separa la pratica dalla retorica? A noi pare proprio di si.