MORENO: IL ROBIN HOOD DE SIVIGLIA

Gen 25, 2013 | News

E’ una bellissima storia [(raccontata sul Fatto.it)->http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/spagna-robin-hood-delle-bollette-che-lindustria-elettrica-perseguita/478622/] di senso civico. E’ la storia di una persona che si è riappropriata della politica e si è trasformata da suddita a cittadina. E’ la storia di Antonio Moreno, un ingegnere di Siviglia ora divenuto Robin Hood..

Moreno e il suo sito, estafaluz.com (l’imbroglio della luce) hanno fatto perdere la pazienza a più di qualcuno in questi anni. Perché? Perché ha continuato a credere che i fatti dei propri concittadini siano anche suoi e che rubare in casa loro sia un po’ come rubare nella sua.

Tutto è cominciato quando l’ingegnere di Siviglia ha iniziato a curiosare nelle proprie bollette; forse un vizio per chi, oggi in pensione, ha passato tutta la sua vita a decifrare ed attribuire significati ai numeri. La matematica però è una scienza perfetta e si sa che 1+1 è uguale a 2. Ma nelle sue bollette questa universale regola veniva meno, e dopo le sue anche quelle dei suoi amici e parenti sembravano fare eccezione. E allora un giorno Moreno venne sopraggiunto da un dubbio: E se non fossero eccezioni ma errori voluti?

E’ partendo da questa domanda che ebbe inizio la battaglia di Moreno contro Endema, il più grande colosso energetico spagnolo che, accusato dall’ingegnere andaluso di manomettere le cifre delle bollette dei consumatori, ha deciso di trascinarlo in tribunale. Il giudice Manuel Pérez Echenique ci ha però messo poco a sciogliere la seduta: “E’ una questione di libertà di espressione e diritto d’informazione”, ha chiosato distruggendo le speranze dell’azienda di ottenere la chiusura immediata del sito e un risarcimento di 50 mila euro per aver offeso il suo “onore”.

Il Robin Hood iberico, denunciando le irregolarità di Endemia, ha fatto risparmiare ai contribuenti spagnoli circa 500 milioni di euro in due anni. Un vero e proprio successo che dimostra come le competenze, messe al servizio della collettività, siano il primo passo della democrazia e della partecipazione, e forse, aggiungiamo noi, anche l’uscita più intelligente dalla crisi.