NELLA NOTTE TRA IL 23 E 24 AGOSTO 2O16 ORE 03:36

Ago 26, 2016 | News

Chiedere è lecito, rispondere è trasparenza!
È questo il senso di responsabilità dei cittadini e il dovere di chi gestisce e investe le pubbliche risorse.
Negli ultimi anni, nel paese si registra una generale crisi degli strumenti democratici e dei soggetti che vi prendono parte, ed emerge una tendenza che non punta a governare la complessità sociale con regole democratiche, ma a tagliare corto, a dare maggiore voce non ai cittadini, ma a chi li governa.
La legalità è l’ultimo farmaco utile al paese, ma il suo principio attivo è a base di coerenza, lealtà e partecipazione.
Diversamente prevalga il silenzio.

«La terra è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.»
Albert Einstein

È inopinabile che ognuno di noi s’ingegni, sempre in qualche modo, di ricercare all’esterno le proprie colpe. I colpevoli sono sempre gli altri, indipendentemente da qualunque cosa si tratti.
Non c’è niente da inventare, anzi è vezzo comune, addossare le colpe ai politici, cosa senza dubbio molto fondata. È piuttosto facile praticare questo sport che dilaga a livello nazionale. Preferiamo che siano gli altri a fare, per poi criticare e addossare la croce a chi si è impegnato e non solo per il ruolo che occupa.

Peccato che l’approccio critico diventa positivo solo quando è seguito da un approccio propositivo. La critica di per sé non apporta nessun contributo, ma resta fine a se stessa.
Se nessuno di noi fa nulla per cambiare qualcosa, facendo valere le proprie ragioni, per difendere il diritto di proporre o per contestare soprusi, non siamo del tutto incolpevoli come crediamo di essere. Al contrario, in questo modo, passiamo dalla parte del torto con colpe in fondo non meno gravi dell’eccesso di arroganza e di “menefreghismo”, di quanti antepongono gli affari di parte a danno degli interessi comuni.
L’indifferenza ci rende complici. La pigrizia ci accomuna, l’inerzia mette a nudo il nostro egoismo, al pari di coloro che reggono il mondo con le menzogne.
Presenza, impegno e partecipazione, sono i requisiti indispensabili per concorrere da protagonisti al cambiamento che molti invocano, più per mestiere che per convinzione.
Se la logica, la razionalità e la determinazione prendessero il posto delle promesse, delle rassicurazioni che precedono i depistaggi, il mondo diventerebbe più sensato e la vita più degna di essere vissuta.
Che ciascuno di noi porti il suo “contributo” affinché questo accada.
L’irrazionalità, che affonda le radici nell’ignoranza, è di fatto un “mostro” da sconfiggere.
Nel sistema sociale l’avidità che alberga nelle nostre menti va combattuta, perché frutto dell’economia del consumismo che, quotidianamente, ci travolge, mistificando i nostri più intimi desideri.
Il materialismo sta distruggendo ogni dignità di origine e di destino dell’uomo.
L’oscurantismo cancella la speranza.

“Alla tristezza ed alla vergogna sopperiamo con la forza del silenzio.
Le parole di ieri non siano le parole di oggi.
Domani e non dopodomani, si evitino le parole e comincino i fatti”.

L’illusionismo è l’inizio della fine dei “miracolati”.

Roma, 26 agosto 2016