NESSUNO PUO’ SINDACARE

Mag 25, 2015 | News

Mi piacerebbe arrivare un giorno al 《SINDACATO UNICO》ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigle (il presidente del Consiglio alla trasmissione Bersaglio Mobile”

Pregiatissimo sig. Primo Ministro, riconosciamo che Lei oltre ad essere il numero 1 (uno) è
“”unico, originale, imprevedibile e poliglotta “, ma in verità non un -rottamatore -, ma un ripetitore che per le riforme non ha trovato altro di meglio che attingere negli scantinati della storia più becera del primo mezzo secolo. Ma è certo, anche se nessuno l’ha votata per stare dov’è, che praticando ed imponendo metodiche ammuffite riuscirà a raccogliere le istanze e i desideri degli italiani? Indubbiamente di alcuni si, ma per quelli che non la seguono non c’è scampo vero? L’unica soluzione è l’annientamento! Ecco, per gli italiani è come un padre, a tutto ci pensa Lei.

Ci perdoni Presidente, non se la prenda, a noi ci pensiamo noi. Siamo giovani, forti, e soprattutto non ancora morti! E prima di finire combatteremo e lotteremo, perché la vita la vogliamo vivere.
Nulla deleghiamo, né del presente, né del futuro. Ma stia tranquillo, al suo amo ci sono altri pesci che abboccano.
Fortunatamente il lavoro non è mai mancato e non costiamo nulla allo Stato, siamo in 500 e da quasi un ventennio viviamo delle nostre fatiche per essere utili (gratuitamente) a lavoratori, pensionati e cittadini. E sa facendo cosa? facendo ciò che dovrebbero garantire enti ed istituzioni.
Siamo abituati ai sacrifici; non siamo indebitati ma creditori delle risorse che i lavoratori versano
ed indebitamente lo Stato trattiene.

Ci spiace Presidente, ma anche questa volta non la seguiremo, ci sentiamo cittadini liberi e rispettosi della Costituzione. Ha presente? Si tratta di quella carta su cui lei ha giurato fedeltà alla Repubblica. Non so se lo rammenta ma la Costituzione è il fondamento della democrazia; da voce alle minoranze, inneggia al pluralismo; crea le condizioni di essere liberi di restare uniti; contempla diritti e doveri anche per coloro che non la pensano come chi governa e garantisce il dissenso senza minacce e processi sommari.
Lei però, Signor Presidente, è interessato a un sindacato unico per un pensiero unico. Ma la preghiamo; non abbia fretta di spingere i lavoratori nella fossa e si documenti per cercare di capire cos’è il lavoro.
La COSTITUZIONE non l’ha scritta Lei, ha ragione, e forse è per questo che la sta distruggendo. Ma secondo le sue basi dovrebbe consegnare la scuola alle famiglie, studenti ed insegnanti. E tra un selfie e l’atro ricordare che è un rappresentante dello Stato (tra l’altro mai eletto in coscienza dai cittadini) e non la sua essenza.

Per correttezza, Signor Presidente, dobbiamo dirle sin da ora che noi non ci arrenderemo e che la lotta e la giustizia ci inorgogliscono. D’altronde non abbiamo alcuna nostalgia del primo ventennio e anche se nel futuro nulla è certo, di certo invece c’è che noi non molleremo la presa.

Signor Presidente le istituzioni si rappresentano, non si cavalcano.

Signor Presidente rifletta. Potrebbe servirle.

Rocco Tiso