NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

Set 3, 2012 | News

Non è certamente una novità che il nostro non sia tra i paesi al mondo che valorizza di più le sue giovani leve. E qualora qualcuno lo avesse dimenticato ci ha pensato l’Istat con i dati del secondo trimestre 2012 a ricordarcelo: 1.457.000 posti in meno negli ultimi 5 anni per i giovani tra i 15 e i 34 anni (-19,9%).

Eppure a noi sembrava di ricordare che tra gli obiettivi del nuovo esecutivo ci fossero proprio loro: i giovani. Evidentemente anche qui deve essere accaduto come con la famosa equità, non se ne sono mai specificati i tempi. Probabilmente infatti il governo, parlando di giovani, intendeva dire che prima o poi cresceranno e, non essendo più giovani, avranno qualche speranza in più di trovare lavoro.

Fino ad ora non esiste alcuna riforma del mercato del lavoro che vada nella direzione di aumentare l’accesso delle nuove generazioni. I pochissimi provvedimenti in questa direzione, ancora al vaglio, sembrano comunque andare verso la conferma della precarietà dei giovani lavoratori e la privazione di alcuni dei diritti essenziali.

E’ bene specificare che la situazione dei ragazzi e delle ragazze italiane non può addebitarsi unicamente alla crisi economica. E’ infatti senz’altro vero che negli ultimi anni la situazione è divenuta drammatica, ma è altrettanto vero che prima del 2008 non si erano create condizioni di crescita migliori per il lavoro dei giovani, ed è per questo che la crisi economica ha affondato il colpo con tale veemenza.

Insomma, ancora una volta l’Istat certifica un “nulla di nuovo nel Bel Paese”. A guardare telegiornali e tv sembra sempre che dei cambiamenti radicali siano imminenti, ma alla fine non cambia nulla. Tutto in perfetto stile italiano.