SE L’AUTUNNO FA PAURA

Set 6, 2012 | News

L’emergenza lavoro non si arresta, anzi. Dall’Alcoa all’Ilva i casi si moltiplicano e le soluzioni invece no. Il governo si dice impegnato al massimo del suo potenziale, ma il primo pensiero va all’ingente numero di misure anti spread varate in questi mesi e, conti alla mano, davvero poco utili se si considera l’austerità che hanno generato.

E’ stato detto che prima o poi si sarebbero messe le mani sulla crescita, ma l’annuncio è praticamente identico a quello sull’equità ed è ormai troppo vecchio per non essere solo un ricordo. Intanto nel secondo trimestre del 2012 la disoccupazione ha toccato un nuovo record: il 10,5%, in crescita del 2,7% su base annuale. Quello che si preannuncia è un autunno bollente. Il problema però non è l’avvicinarsi delle difficoltà, ma l’allontanarsi delle soluzioni. Nessuno ha mai pensato che il compito dell’esecutivo Monti fosse semplice, ma nessuno ha mai nemmeno pensato che avrebbe lasciato un enorme solco tra le proprie intenzioni e i fatti.

La centralità del mercato nelle priorità del governo ha totalmente offuscato le ragioni del lavoro, dell’economia reale e della vita delle persone qualunque, di quelle che lo spread non lo hanno mai visto né sentito e che certo non smaniano perché accada. La crescita vera, quella che non oscilla sui tabelloni elettronici delle borse e che è ben rappresentata dall’articolo 1 della Costituzione italiana, non è mai entrata a pieno nell’agenda del presidente del consiglio, fatta eccezione che tra le cose da dire nei talk show.

I mesi che si preannunciano probabilmente saranno più caldi di quelli estivi. L’esasperazione di centinaia di migliaia di persone che hanno perso il proprio posto di lavoro, o di ragazzi che non ne hanno mai avuto uno vero e proprio, sono difficili da contenere con le promesse. La sveglia è suonata e il tempo per reagire stringe, ma questo paese sembra lontano dal volersi alzare.