PAPA’: CHI SONO GLI AGRICOLTORI?

Lug 24, 2012 | News

Ha ragione chi dice che una vera rivoluzione è prima culturale e poi politica, ed è per questo che l’unico vero modo di ripartire è quello di farlo dai banchi di scuola. Lo abbiamo detto tante volte, se l’agricoltura in questo paese non è più quella di prima, se il cibo da dare ai bambini non ha più gli stessi valori e se il paesaggio si sta deteriorando, è perché prima ancora che economicamente il mondo agricolo è stato abbandonato culturalmente.

Sembra assurdo ma è così. L’amara verità è che la politica ha smesso di capire i valori che sono alla base del primario italiano, ed in questo siamo tutti colpevoli, forse. Ma è anche chiaro che c’è qualcuno che lo è più degli altri e che ora non può non assumersi le proprie responsabilità.

Noi, la Confeuro, siamo nati dalla crescita di questa consapevolezza, dal mettere a fuoco quel che stava accadendo e dalla volontà di non accettarlo passivamente. Oggi come oggi non basta più spostare qualche finanziamento da una voce all’altra dei capitoli di spesa, bisogna ripartire dalla centralità del mondo agricolo, dai volti di chi, fuori dai riflettori delle cronache, si cura di cosa mangeranno le prossime generazioni e del posto in cui vivranno, dell’economia reale insomma.

D’altronde è stato lo stesso Presidente del Consiglio Monti a dirlo: “Guardiamo all’economia reale, è quella che conta”. E cosa è più reale di un agricoltore che coltiva la sua terra, vende il cibo che produce e si prende cura del paesaggio?

Non che non conti certo, non si può prescindere da quello che accade nei mercati internazionali, ma come si è arrivati al punto in cui uno sconosciuto dal nome ‘Spread’ può devastare le vite di milioni di individui più di quanto non possa fare un lavoro “vero” fatto male? E’ semplice. Si comincia nelle scuole.

Forse svilire l’agricoltura italiana culturalmente è un processo iniziato con l’attacco alla scuola in generale, forse è così, forse no. Ma è sicuramente lì che è cominciato tutto, ed è da lì che bisogna ripartire.