PER TERRA LA LUNA

Feb 20, 2017 | News

Quando si sacrifica l’esistenza per uno scopo superiore, chi l’ha fatto in buona fede non teme i giudizi e non abbandona i contenuti, ma li trasferisce agli altri senza pretese per perseguire gli interessi collegiali di quanti hanno creduto di poter cambiare le cose. Chi ha dato senza prendere non porta rancore, ma ammette i suoi errori e si inchina al bene superiore.

ED IO MI INCHINO

Io mi inchino per rispetto, io mi inchino per capire. Io non nego le radici perché non mi sento gia arrivato e rimango sempre pronto a ricercare i modi per costruire un futuro diverso. Io conosco le sofferenze e so cos’è il dolore perché, sia nel passato che nel presente, ho agito per il bene degli altri. Chi si sente onnipotente e nega l’evidenza deve sapere che prima o poi cadra’ nel pantano dell’indifferenza.

IO NON MI INCHINO

Io non mi inchino perché non mi arrendo all’evidenza. Sono figlio ingrato di contadini che pur patendo miseria, la fame e le sofferenze hanno tenuto sempre in alto l’onore, il morale e la dignità.
La terra purtroppo è martoriata e sempre più abbandonata dai silenzi di chi ascolta fingendo di non sentire. Ormai il nostro è un suolo di santi in processione che passando si battono il petto, proprio come i confessati, per redimersi dalle proprie cattive azioni.

IO RESTO IN PIEDI

Io resto in piedi e non mi piego, e nemmeno batto il petto Non contratto e non scendo a patti. L’unica cosa che può comprarmi è la bellezza del lavoro.

Io resto in piedi e guardo in faccia l’arroganza di quanti, pur smarrendo il senso dell’esistenza, si pavoneggiano ancora come onnipotenti. Se la difficolta è il coraggio, io mi sento rianimato, lotto, mi impegno e mi batto contro chi ha fatto dell’imbroglio uno stile di vita.

Io resto in piedi mentre volti noti e meno noti danno vita ad una sfilata di miscredenti. La mia unica arma è la verità che non chiede mai vendetta. “Non più guerre ma ragione. Quel che faccio è per passione senza cercare ritorsione”.

IL MONDO È PAESE

In questo mio Paese sono in pochi a comandare. Si impongono surclassando poveri, cittadini e briganti. E forse è anche per questo che nello Stivale regna da tempo la regina “illegalità” con in testa occupanti e governanti figli del “porcellum” sentenziato a “babbo morto”.

Se il sistema è fasullo, allora sono fasulli anche gli atti manipolati da questi abusivi mai eletti. E a questo punto è giusto chiedersi: chi farà poi fronte ai danni provocati dai politicanti? Chi pagherà i 20 miliardi di euro regalati alle banche? Non più dubbi ma certezze, la verità è che ancora una volta pagheranno gli alluvionati e i terremotati per i quali la Civile Protezione è costretta alla colletta. E tutto questo per poi scroprire – dai predicatori per protocollo – che i soldi ci sono, ma che purtroppo non si spendono.

Il termometro dei Monti Sibillini ha segnato -21°. E da quel momento ad oggi donne, uomini, animali, allevatori, anziani e agricoltori sono stati lasciati soli, condannati a vivere sotto coperte di fortuna e ad espiare colpe che non sono le loro. All’apparenza perfino mamma Rai si è spesa per fare delle collette, salvo poi sperperare soldi e canone in parcelle milionare a presentatori e pseudo dirigenti.

Tutti tacciono e sono silenti, ed oramai siamo ridotti a uno “Stato” senza Stato composto da un governo di nominati che fanno a gara per smantellare il sociale.

IO NON MI PIEGO

Questo mio Paese è da tempo arrugginito, non cammina, non va avanti ed è nelle mani dei tanti commedianti sorridenti. Io non mi inchino e resto a guardare al passaggio dello Stivale che cammina come il “funaio”. Io resto lì ma non mi inchino. Inizio a ragionare e poi faccio per scrutare: vedo case, città, ponti e cattedrali. Vedo campi, prati e valli. Vedo terra, alberi e montagne. Vedo il mio Paese andare.

Non mi inchino e resto dritto, non mi piego e non mi arrendo. E figuratevi se mi scoraggio davanti ai menzionieri. Mentire è un atto molto grave, che ferisce, semina odio, rabbia e vendetta. E quando a mentire sono le autorità istituzionali il rischio di provocare delle reazioni incontrollabili diventa un pericolo reale.

Io resto in piedi e odo i rintocchi delle campane delle persone giuste che ricordano ai menzonieri che senza giovani non c’è futuro.

IO MI INCHINERO’

Io confido nelle nuove generazioni. La mia, quella dopo e quell’altra ancora si sono infrante contro le barriere dell’ignoranza.

Io mi inchinerò solo quando tornerà la Demicrazia per cancellare l’arroganza e la stupidità umana.
Io mi inchinerò per guardare dentro, parlerò al fato, interrogherò l’anima per conoscere quale destino verrà per noi.

Ho bisogno di un segnale e per questo scruto l’Universo in cerca di una stella che mi permetta di continuare a credere in pace – lavoro – verità.

IO GUARDO SU’

Io guardo in giù e non vedo erba, io scavo in giù e non trovo terra, io cado in giù per la disperazione e mi guardo indietro senza vedere nessuno. Se guardo in su invece vedo le ombre e le nuvole. E allora comprendo di star ammirando la mia bellissima terra dalla Luna. Oggi è così, ma domani sarà diverso e lo so già. E per questo non mi inchino, non mi arrendo, e credo ancora.

Il Seminatore