QUALE EUROPA ORA

Lug 1, 2014 | News

Tra europeisti ed euroincompetenti, tra euroscettici ed euroconvinti, si delinea il nuovo Governo di Bruxelles, e lo fa in maniera “tradizionale” riconfermando Schulz alla sua guida, dopo il veto della Gran Bretagna all’elezione dell’ex primo ministro lussemburghese Junker. La compagine italiana è lì in un cantuccio, pronta a prendere le redini delle presidenza dell’Ue, vanesia delle promesse fatte dallo stesso Schulz che assicura la tanto agognata flessibilità.

Noi che come Confeuro, e d’altronde il nostro nome ne è una conferma importante, abbiamo sempre sostenuto l’Unione europea, in quel progetto originale che avrebbe dovuto significare un insieme di politiche comunitarie messe in atto per realizzare lo sviluppo e l’evoluzione del vecchio continente. Peccato però che negli ultimi anni si sia tramutata in una specie di grande banca alla quale alcuni tra gli stati più deboli avrebbero attinto per poi ritrovarsi a pagare spropositati tassi d’interesse. Ma le vicende di Grecia, Cipro e della Spagna non ci raccontano proprio questa situazione? Di un’Europa formata da un ammasso di tecnocrati con interessi economici indifferenti alla res pubblica.

Ma non con queste premesse è nata l’Ue, non così l’avremmo sostenuta. Fintantoché le istituzioni europee non si occuperanno di politiche per i giovani, per la crescita e l’ammodernamento, se non troveranno ricette di sostenibilità e pluralismo, resteranno solo una scatola vuota.

Siamo ancora in tempo per rimediare. Chiediamo allora al nostro presidente del consiglio, che a Bruxelles avrà da oggi un ruolo di primaria importanza, di porre un freno al monopolio economico-legislativo della sola Germania, e dare avvio a nuove riforme che siano il risultato di scelte condivise e partecipate. L’Italia, ormai da troppo tempo fossilizzata nel suo ruolo di comparsa, dovrà far sentire la propria voce per contribuire ad avviare una nuova stagione, magari finalmente e veramente europea.