QUEL CHE RESTERà DEL PIL

Lug 9, 2013 | News

I rischi di un segnale di arresto alla crescita globale continuano a governare, l’Europa si è fermata col giallo, ma potrebbe scattare il rosso da un momento all’altro: sembra che l’economia viaggi con il freno a mano tirato e certo in Italia non si può dire che ce la passiamo bene, visto che la nostra di economia quest’anno andrà peggio di quella di Spagna e Francia.

Questo il quadro che emerge da un’analisi della tabella diffusa dal Fondo Monetario Internazionale e parte dell’aggiornamento al World Economic Outlook (WEO) dello scorso aprile. La contrazione dell’1,8% attesa per l’economia italiana nel 2013 si confronta con il -1,6% previsto in Spagna. Quest’ultimo dato è invariato rispetto alle previsioni del Fondo dello scorso aprile.

E’ evidente quanto la fase recessiva stia tagliando gambe e risorse ad Eurolandia, che, stretta dalla morsa delle banche e sotto il giogo dello spread, dovrebbe procedere rapidamente verso quell’unione bancaria auspicata da molti, tale da riequilibrare le economie degli stati membri. Uno sforzo ulteriore e imprescindibile da parte delle istituzioni europee in generale e italiane in particolare, dovrebbe essere dedicato a nuove e più convincenti riforme del mercato del lavoro che stimolino l’occupazione e riportino l’asticella percentuale della disoccupazione, soprattutto e tristemente quella giovanile, verso il basso.

Consolazione? Secondo l’analisi del FMI, Roma sorpasserà Madrid nel 2014 con un +0,7% mentre la crescita spagnola sarà pari allo 0%. Bella consolazione… Tra rinvii di Imu e Iva, una macchina burocratica sempre più farraginosa, un Governo costantemente sull’orlo del baratro, ci chiediamo: cosa ci aspetterà tra un anno? A costo di risultare banali rispondiamo: ai posteri l’ardua sentenza!