QUELLI DELL’EUROPA

Set 15, 2016 | News

Il sogno è iniziato in un’Isola e, nonostante l’idea fosse vincente, nei fatti è ancora soltanto
una nuvola che copre solo “Ventotene” e un lembo di “Santo Stefano”, entrambe ricche di storia che in 70 anni nessuno ha mai raccontato. Per molti quelle terre sono cime di rocce che emergono dal Tirreno. E probabilmente la Provincia di Latina, come il resto dell’arcipelago Ponziano, se non fosse stata la dimora forzata degli antifascisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, sarebbe ancora oggi un “cucuzzolo vulcanico” abitato da poco più di 600 anime dimenticate anche dalla stessa Regione Lazio che, puntualmente e strumentalmente, ha messo sul mercato il “Manifesto di Ventotene” come fosse la scoperta del secolo.

Invero, il Manifesto è qualcosa di grandioso, mentre il prodotto “EUROPA”, dopo circa 60 anni, è sostanzialmente lo sgorbio di un’idea che è stata malamente strumentalizzata dai neo ed ex post “predicatori” del burocratese, una lingua d’obbligo in un’Europa fatta di labirinti di migliaia di commissioni, cunicoli e prassi. Come è risaputo in tutto il globo l’Europa è l’unica istituzione che ha per il parlamento 3 (tre) sedi diverse, con spostamenti cadenzati quasi settimanalmente.

È questa l’Europa di cui dobbiamo esserne fieri! Tuona il nostro premier, mentre atterra dall’elicottero sull’isola dei tesori e delle sofferenze di quanti hanno saputo, senza se e senza ma, dire “NO”, pagando di persona le scelte “antifasciste”. Gli euro-convinti, paladini del rinnovamento, hanno però confuso le volontà di Rossi e Spinelli e si sono ritrovati ad occuparsi unicamente di alleggerire le tasche dei cittadini del vecchio continente.

Ma la domanda è: chi vive del proprio lavoro può, alla cieca, affermare che è tutto merito dell’Europa se la sera riesce a portare la pelle a casa, o se ieri è scampato per un pelo ad un attacco terrorista? No!
Noi non ci riconosciamo in un sodalizio “colabrodo”, retto da uno spregiudicato “finanziere” lussemburghese”, appoggiato dalle “destre” e sostenuto dalla “sinistra” che antepone gli affari al lavoro e gli Sceicchi ai lavoratori.

Quei fiori sulla tomba di un portatore di idee, depositati da un rottamatore pentito, sono un omaggio strumentale per associare un grande ed intramontabile, come Altieri SPINELLI, ad un niente che tenta di guardare lontano, alzandosi sulla punta delle scarpe. E poi, cosa direbbe, Sandro Pertini, cella n.36 – carcere isola di “Santo Stefano”- dell’annuncio di impegnare “80” milioni per ristrutturare un rudere realizzando un’accademia per i giovani per capire cos’è l’Unione Europea? Propaganda solo propaganda!

Se non c’è, uno “SCATTO” immediato, per riordinare i cocci di una grande idea pensando ad una Europa sociale e tollerante, disponibile ad accogliere le istanze e i propositi dei popoli europei, l’Europa delle Lobby e delle banche ci costringerà al silenzio e, a capo chino, al ruolo di servitori dei nuovi “padroni”.

Purtroppo il patto – cittadini e rappresentanti – non ha mai funzionato. E questo perché gli eletti fanno un altro mestiere rispetto al mandato ricevuto e si accontentano dei tanti incontri “perditempo e mangiasoldi” dei Consigli, delle Commissioni e delle sedute “fiume” del Parlamento Europeo.

Ciò che preme a noi e ai cittadini europei però è il capire e il valorizzare all’interno del progetto europeo il ruolo determinante dei popoli e delle culture che caratterizzano le diversità e il senso di libertà di essere uniti. Quale tangibile programma è infatti in atto per qualificare e potenziare i servizi, lo stato di benessere e le prospettive per giovani e meno giovani?

Noi ci sentiamo impegnati pronti a dare il massimo e questa volta non è ammesso tergiversare. Ma difronte all’ennesimo voltafaccia non porgeremo l’altra guancia perché sappiamo che l’immobilismo e l’indifferenza ci porterebbero inesorabilmente dalla parte del torto.