SENZA AGRICOLTURA NON SI MANGIA

Giu 13, 2013 | News

Ce la possono raccontare in tanti modi, spiegarci che il progresso è determinato dall’altezza dei grattaceli o dalla quantità di fumo che arieggia sui cieli delle nostre città, ma la sostanza non cambia e non cambierà mai: l’agricoltura viene prima di tutto. E’ grazie a lei che abbiamo del cibo sulle nostre tavole e possiamo accudire i nostri figli, ed è grazie a lei se, nonostante tutto, riusciamo ad avere ancora un minimo rapporto con la natura.

Non ce ne dovrebbe essere bisogno e queste cose dovrebbero essere chiare a tutti, ma a confermarlo è arrivato anche un rapporto Fao-Ocse con il quale si afferma che se nei prossimi anni non si punterà con decisione sul primario aumenterà a dismisura il rischio di non avere abbastanza cibo rispetto alla crescita della popolazione mondiale. Ovvio verrebbe da dire. Ma allora come è possibile che le previsioni per il prossimo decennio diano la crescita della produzione agricola ad un – 0,6% rispetto a quello precedente? La risposta viene dai geni della politica, dai benpensanti che in questi anni hanno sterminato i campi per calarci sopra tonnellate di cemento e dall’incrocio sempre in voga tra interessi trasversali e menefreghismo. A pagare i danni di tutto questo però, si badi bene, non saranno solo gli agricoltori, ma tutti noi. Per fortuna, si sa, la gente dei campi, quella con le mani callose e la schiena ricurva, ha anche la testa tremendamente dura e ama il proprio lavoro. Ed è per questo che prima o poi ce la farà a spiegare a tutti che potranno anche avere una bella macchina, la tv da 42 pollici e un computer grande quanto una stanza, ma dal cibo non potranno mai prescindere e dall’agricoltura nemmeno.