È TEMPO CHE GLI AGRICOLTORI RIFIUTINO LE ELEMOSINE DELLA PAC

Dic 23, 2019 | News

Anni orsono il presidente della Confeuro ebbe a dichiarare: “Noi siamo i primi a desiderare un ruolo di rilievo per l’agricoltura in Europa – proprio per questo bocciamo in toto le attuali politiche agricole europee, Pac in primis. L’agricoltura avrebbe bisogno di un approccio culturale pragmatico e operativo, tanto in Italia quanto nell’Unione Europea. Se vogliamo davvero elaborare politiche di indirizzo per le imprese agricole, sono ben altre le cose che dovremmo fare invece di distribuire denaro pubblico a pioggia! La Pac, che pesa per il 40% del bilancio complessivo della Ue, va nella direzione sbagliata. Ingenti risorse vengono spese senza alcuna correlazione con l’ambito di attività e con le esigenze specifiche degli imprenditori”. Poi concluse: “Noi ci siamo, siamo al fianco di chiunque in Italia o in Europa abbia una visione realistica di agricoltura; per le chiacchiere, invece, non fate affidamento su di noi”.

A detta di molti, il 2019 sembra non essere stato un anno semplice per la nostra agricoltura, sia in termini produttivi/agronomici che commerciali. Raccogliamo u “succo amaro”, pur tenendo conto degli eventi atmosferici sempre più violenti: bombe d’acqua, trombe d’aria, shock termici, forti raffiche di vento hanno messo a dura prova agricoltori e colture, determinando provvedimenti spesso cervellotici da parte di soggetti che parlano di filiere, ancora tutte da verificare.

Agrumi

Già a febbraio 2019 si assisteva a una profonda crisi commerciale, con prezzi di vendita da 0,05 a 0,15 €/kg, a fronte dei 0,30 €/kg dei costi di produzione. Mentre alcuni agrumicoltori hanno preferito lasciare i frutti non raccolti, altri hanno preso la drastica decisione di tagliare i loro impianti, perché la rinuncia alla coltivazione risultava più conveniente della produzione.

Fragole

Gli ingenti quantitativi provenienti dall’estero (non solo europei) hanno provocato una forte saturazione sui mercati e, di conseguenza, problemi nella commercializzazione e nella remunerazione degli agricoltori, con quotazioni che non hanno superato 1,50 €/kg ( al di sotto sia dei costi di produzione che di trasporto).

Pere

Per questa referenza, invece, il 2019 è risultato l’anno con la più bassa produzione di sempre, con un’offerta nazionale complessiva di 365.000 tonnellate, contro le 730.000 tonnellate del 2018. Questa drastica riduzione non è stata solo dovuta alle grandinate e alla cascola dei frutticini a causa degli sbalzi termici, ma soprattutto alla vertiginosa diffusione della cimice asiatica.

Mele

Situazione simile anche per le mele, il cui calo di produzione riguarda tutta Europa, con circa 10.500.000 tonnellate complessive, a fronte di 13.200.000 tonnellate nel 2018. In Italia, la riduzione è stata stimata intorno al 3%.

Drupacee

Annata molto difficile anche per albicocche, ciliegie, pesche, nettarine, specie in Basilicata e Puglia. Molti di questi areali, nel maggio 2019, sono stati colpiti da condizioni climatiche fuori dall’ordinario, che hanno determinato la perdita della produzione di oltre il 60%, specie nel metapontino.

Uva da tavola

Settembre e ottobre, i mesi clou per la vendita di questa referenza, sono stati caratterizzati da poche richieste e prezzi insoddisfacenti, tanto da indurre proteste pacifiche dei produttori davanti ad alcune catene di supermercati. Il 2019 è stato dunque un anno difficile per tutti gli agricoltori, che sempre più spesso non vedono ripagato il loro lavoro e i sacrifici di un intero anno. Questo lo dichiara oggi il presidente Andrea Michele Tiso, che intende significativamente rappresentare agli agricoltori del nostro Paese l’impegno della Confeuro, che da sempre cammina a fianco di chi produce cibo come “mission” per i cittadini del mondo. Tiso, nell’augurare al mondo agricolo e a tutto l’indotto un nuovo anno di coerenza e responsabilità, puntualizza che se dal lato climatico ben poco si può fare, in ordine alle politiche agricole europee c’è ancora tempo per fare in modo che l’agricoltura non sia una catena di montaggio che produce pillole chimiche.