FILE CORROTTO

Mag 3, 2013 | News

Questa purtroppo non è una delle tante schermate che appaiono sui nostri pc quando all’apertura di un file ci accorgiamo di averlo perso o pregiudicato con qualche malsana azione, ma è la metafora di un’Italia in crisi e nella quale il malaffare governato dalle mazzette pesa circa 60 miliardi di euro all’anno.

D’altronde sono i numeri, i dati e le analisi a parlar chiaro. La Banca d’Italia ha spiegato la gravità dei danni arrecati ai cittadini da quella che sembra ormai una pratica diffusa, e che vede, nemmeno a dirlo, i politici in prima fila. Quel che manca è un mea culpa generale di chi ha governato il paese in questi anni ( e finora mai arrivato se non indicando altri come i colpevoli), ma prima ancora, delle iniziative concrete che dimostrino che i politici hanno ben compreso quel che i cittadini avevano loro da dire.

Un crisi come quella che stiamo vivendo non è semplicemente il frutto di qualche calcolo sbagliato o di una manciata di punti di spread in più: ma il risultato di decenni di polvere sotto il tappeto e ruberie, di menefreghismo e sfacciataggine, in poche parole: di vergogne durate troppo tempo. Ora la parola d’ordine, e per questo il titolo di questo articolo, non può essere che resettare il sistema. C’è bisogno di ripensare a un’Italia diversa ,e per farlo, pesa dirlo, non si può credere di poterla aggiustare con l’aiuto di qualche tecnico o con vecchi schemi che sanno già di fallimento.