I PILASTRI DELLA TERRA

Gen 16, 2013 | News

La madre terra, la sostanza vitale da cui si genera ogni singolo elemento della vita, dal semplice sostegno per chi la abita al nutrimento che essa regala grazie alle sue eccezionali risorse naturali, mai uguali in nessuna parte del globo terraqueo. Eppure l’uomo non sembra tanto prendersi cura della propria madre, bruciando e dilapidando continuamente le sue eccezionali ricchezze.

Al termine della settimana dedicata al suolo un network di scienziati e rappresentanti delle istituzioni riunitisi a Berlino per il “Global Soil Forum” ha divulgato l’allarmante statistica che ogni minuto nel mondo 23 ettari di terreno fertile vengono divorati dal deserto. Perché ci chiediamo? Perchè sempre più la terra è assoggettata alle politiche del potere economico, capeggiato da grandi multinazionali e da uomini senza scrupoli che si preoccupano esclusivamente di rinvigorire la macchina legata a questo potere, tralasciando e anzi distruggendo ogni cosa intralci il suo cammino, non rendendosi conto, o facendo finta di non capire, o ancora peggio disinteressandosene, che agendo in questo modo si mette a repentaglio il proprio futuro e soprattutto quello delle future generazioni.

23 ettari al minuto! Una superficie che equivale a circa 33 campi da calcio regolamentari. Ma non basta, perché gli esperti hanno sottolineato che, oltre ai terreni persi per il deserto, bisogna tenere conto di 5,5 ettari al minuto persi per l’urbanizzazione e 10 ettari semplicemente degradati a tal punto da rendere loro impossibile sostenere la vita.

Il dato principale, però, lo troviamo nella percentuale attestante che il 90% della produzione di cibo dipende dal terreno, di conseguenza dal settore primario, che attraverso il sudore della fronte dei suoi addetti rifornisce la maggior parte della popolazione terrestre. In mancanza di suoli fertili su cui operare non si potranno raggiungere i principali obiettivi del millennio in materia di sicurezza alimentare, mitigazione dei cambiamenti climatici e diminuzione della povertà.

E pertanto se le grandi istituzioni dei paesi del mondo, a cominciare dai politici, dai grandi manager per arrivare alla società civile, non si renderanno conto che la protezione del suolo deve rappresentare una priorità da subito, e che quindi il settore su cui puntare e dal quale ripartire deve per forza di cose essere quello agricolo, la nostra madre terra sarà sempre più in pericolo, sarà sempre più sfruttata, più impoverita, morente, e con lei i suoi abitanti, a cominciare dall’uomo.