L’AGRICOLTURA 4.0 E’ SENZA AGRICOLTORI

Mar 6, 2017 | News

La sala è bellissima, un clima cordiale fluttua al Montecitorio Meeting Center, i partecipanti sono uomini politici e industriali di prim’ordine. Fra tutti Gianluca Ansalone della BRITISH AMERICAN TABACCO; Michele Zosi, del colosso mondiale di CNH INDUSTRIAL; Luigi Pasquali amministratore delegato di “TELESPAZIO” e Raffaele Borriello direttore generale ISMEA.

Al n.52 di via della Colonna Antonina, difronte alla Fontana di Trevi, il M M Center ospita un evento che, per importanza, lascerà tracia nella storia contemporanea. Si tratta della più grande rivoluzione del primario che, ormai, siede a tavola con il terziario e beve estratto di tabacco misto a ricino servito da alcune professionali rappresentative degli imprenditori – agro-export
-import votate al tecnicismo esasperato (in altra sedi pero’ parlano di km.0).

In questa circostanza sono portatori del futuro una parte di quegli attori impegnati in quell’innovazione tecnologica entrata prepotentemente in agricoltura e annunciata come quarta rivoluzione industriale. Noti e affermati relatori dichiarano che “Le sfide della moderna agricoltura sono incalzanti e fondamentali”. A dirlo è anche la stessa Banca mondiale, la quale sostiene che “entro i prossimi trent’anni servirà il doppio del cibo per sfamare le popolazioni del pianeta”.

Uno scenario che evidentemente preoccupa il nostro Esecutivo che ha puntato sull’innovazione, con il piano Industria 4.0, per inglobare lo sviluppo del comparto agroalimentare seguendo le tendenze delle semine per l’agricoltura di precisione, la quale, attraverso sistemi satellitari, punta a produrre di più, senza sprechi, nel rispetto dell’ambiente, e senza le stanche “braccia” degli Agricoltori.

L’agricoltura di precisione comporta, per le persone e per gli stakeholder, notevoli investimenti per restare competitivi a livello globale. Questa la teoria del ministero delle Politiche agricole per incrementare in pochi anni la superficie agricola coltivata di oltre il 10%.

Il teorema dei relatori si concretizza con l’affermazione che “L’agricoltura 4.0 considera l’azienda agricola nel suo insieme, collegando in un’unica rete e con flussi di informazioni bidirezionali le macchine in campo, l’imprenditore agricolo e gli altri attori coinvolti nel processo produttivo. Ad esempio i trattori si potranno connettere in modo autonomo a fonti d’informazione sui prezzi dei prodotti agricoli così da individuare i giorni più convenienti in cui effettuare il raccolto. Le macchine agricole intelligenti potranno così raccogliere i dati agronomici – oltre che quelli relativi, ad esempio, al consumo di carburante o all uso di fertilizzanti e li condivideranno creando una connettività a livello aziendale.

In conclusione gli esperti immaginano che “l’azienda agricola diventerà una piattaforma di connettività IoT (Internet of things) che agirà attraverso connessioni Api (Application programming interface), vale a dire diregole d’interfaccia software dove i dati raccolti in campo con parti terze: sviluppatori, fornitori di servizi e commercianti permetteranno un forte incremento delle produzioni.

L’agricoltura del domani diventerà quindi un ecosistema connesso e intelligente, passando da un approccio reattivo a uno proattivo. La diffusione di queste nuove tecnologie esigerà pero’ un cambio di mentalità da parte degli agricoltori, i quali dovranno esercitare attività di end user support e di training per essere in grado, non solo di usare le macchine, ma di analizzare i dati che esse forniranno in modo da prendere decisioni che abbracciano la totalità della gestione agronomica dell’azienda agricola. Nel prossimo quinquennio, grazie alla tecnologia e all’automazione, avremo quindi dei manager vestiti da agricoltori.
Lo scorso agosto una multinazionale ha presentato il primo concept di trattore a guida autonoma in grado di funzionare senza conducente in totale autonomia. La differenza sostanziale con altri veicoli è che questo trattore ha un’intelligenza artificiale a bordo che gli permette di lavorare autonomamente elaborando dati che gli arrivano da terzi e che gli permettono di modificare le lavorazioni pianificate.

Nella versione NHDrive, New Holland ha messo in campo un trattore straordinario, perfetto portabandiera dei temi dell’agricoltura 4.0 in Italia e nel mondo. Il ministro Martina, titolare di delega anche all’agricoltura, sostiene con profonda convinzione che elettronica e robotica sono i veicoli per tutelare il reddito degli agricoltori (soprattutto quelli piccoli) che oggi, come rilevato dalla Fao, sono tra i soggetti nel mondo più a rischio fame. Poi il ministro si lascia andare e dice che: “In questo contesto la tecnologia rappresenta una chiave cruciale, un elemento strategico per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo che guardi a diminuire le disuguaglianze ottimizzando i fattori produttivi e aiutando a redistribuire meglio le risorse. Come vuole l’Italia contribuire alla costruzione di questi processi nuovi?” E allora :”Serve una nuova rivoluzione ecologica e digitale, in un sistema agroalimentare mondiale che vede la tendenza sempre più spinta alla concentrazione della proprietà in poche grandi multinazionali. L’Italia può diventare un laboratorio a cielo aperto per una nuova agricoltura”. Il ministro continua: “Sono orgoglioso, stiamo lavorando per raggiungere un obiettivo ambizioso: arrivare in cinque anni a essere leader dell’agricoltura di precisione in Europa, e per farlo, l’agricoltura sarà protagonista del piano Industria 4.0. Rafforziamo anche gli investimenti nella banda ultra larga, perché per una vera agricoltura 4.0 è necessaria un’infrastruttura Internet veloce e capillare. Già oggi sono tante le aziende in Italia che utilizzano questi sistemi. Penso ad una società italiana di ingegneristica che sta lavorando su piccoli satelliti personali che saranno in grado di raccogliere e poi far elaborare informazioni necessarie per rendere più sostenibili le coltivazioni. L’Italia è una delle nazioni più avanti nella certificazione dei contributi europei per lo sviluppo agricolo, solo AGEA eroga agli agricoltori 4 MLD” .

Forse ero l’unico agricoltore presente e, devo dare atto che l’evento è di quelli straordinari, sinceramente pero’ più che una finestra sul futuro mi è sembrato una luce accecante su ciò che mi tocca fare per non perdere il lavoro. Confesso che il “bionico” non è il mio forte, ma devo stringere la mano a tanta “incandescenza”. Il mio è quindi un dovere, un obbligo intrinseco nell’educazione di quanti come me usano ancora coltivare la terra. Faccio per avvicinarmi al tavolo della Presidenza, ma non trovo nessuno, guardo l’ora, mi assale un dubbio, “mi sarò addormentato?”.

Il seminatore