MISTER NO

Apr 4, 2013 | News

L’Italia è il paese dei no. Dove tutto sarebbe auspicabile ma nulla viene poi realizzato, dove un si costa decine di anni, di ripensamenti e di alleanze politiche più o meno definite e un no invece è gratis e non si nega a nessuno. Poco importa se si rimane indietro e la crescita diviene un miraggio di un futuro sempre più lontano, quel che conta è sbattere i pugni e urlare più forte degli altri.

I si di questi anni sono stati davvero pochi, e spesso sbagliati. Tra questi quello alla riforma delle pensioni, all’abbattimento della spesa sociale e alla riduzione dei diritti dei lavoratori. I no invece sono stati numerosissimi e hanno quasi sempre agito come ostracismo verso qualsiasi progetto di sviluppo di molti settori vitali per il paese (tra i quali l’agricoltura). Un esempio? Quanti anni sono che si discute di come riformare la filiera agroalimentare? E quanti no hanno accompagnato questa enorme mole di parole inutili che non sono mai riuscite a trasformarsi in fatti?

Purtroppo è così che funziona da noi e la politica ne è un esempio. I no a qualsiasi cosa occupano tutte le prime pagine dei giornali e lasciano il paese in un malessere dal quale sembra non vi sia nessuna via d’uscita. D’altronde la difficoltà è nel dire dei si, nel saper dialogare e discutere, nel voler comprendere la complessità delle situazioni per interpretarle al meglio. I no invece non costano niente, non impongono ragionamenti e analisi, nulla di faticosa o contorto. E allora diviene facile e indolore pronunciarli, per ora. E si perché solo chissà tra quanti anni diverrà d’uso comune comprendere che anche i no qualche controindicazione ce l’hanno, il problema è che forse a spiegarcela dovranno essere i nostri figli.