QUANTA ARROGANZA

Nov 26, 2014 | News

Il messaggio è chiaro e arriva senza filtri “Io sono io e voi non siete… niente”. A lanciarlo, nemmeno prendendosi la cura di smussarlo nelle forme, è il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che dall’alto della sua esperienza ritiene inutile dialogare con chiunque su qualsiasi tema. D’altronde questo atteggiamento è in linea con l’ottenimento del suo mandato, non l’ha votato nessuno e quindi non ha nessuno a cui dover dar conto.

Il problema però è che tutto questo ha delle conseguenze, eccome se ne ha. Tra queste nel macro la Legge di Stabilità e il Jobs act; nel micro (seppur con effetti devastanti) i tagli ai patronati, la mancanza di tutele per i cittadini in evidenti difficoltà, gli evidenti regali alle grandi imprese e un atteggiamento volto a fomentare uno scontro che non farà altro che incendiare una situazione già bollente. Tutto questo per l’incapacità del governo di dominare la propria arroganza e vanità. L’esecutivo infatti sembra convinto di essere l’unico a possedere i requisiti per salvare il paese, ma a noi, e a questo punto di molti italiani che hanno cominciato ad aprire gli occhi, sembra proprio che si stia occupando di dare il colpo di grazia, soprattutto attraverso una moralità fatta di soprusi e chiusure. E’ forse questo uno dei punti che ci preme sottolineare. Quando la crisi è cominciata, nel 2008, abbiamo pensato che l’unico modo per uscirne fosse quello di lavorare tutti insieme nella stessa direzione. In pratica non si è mai fatto: gli interlocutori per il governo sono rimasti sempre gli stessi e l’atteggiamento verso episodi dubbi anche (si veda la vicenda Federconsorzi). E sul tema del lavoro poi… Che cosa abbiamo sentito dire in questi mesi se non che il problema era la precarietà e la mancanza di tutele? Bene. La risposta qual’è? Istituzionalizzare lo status quo, mostrare due slide e organizzare un circo nel quale dire “Signori e signori: è arrivato il cambiamento”.