RADICI D’EUROPA 60° ANNIVERSARIO DAI TRATTATI DI ROM

Mar 24, 2017 | News

Eppure l’Europa è il sogno più grande del secolo scorso. Si eviti che resti solo un sogno.
Il sogno è iniziato in un’isola e, nonostante l’idea fosse vincente, nei fatti è ancora soltanto una nuvola che copre “Ventotene” e un lembo di “Santo Stefano”, entrambe ricche di storia che in tanti anni nessuno ha mai raccontato. Per molti non si tratta altro che cime di rocce sul Tirreno.

Ventotene è provincia di Latina, come il resto dell’arcipelago Ponziano, ma se non fosse stata la dimora forzata degli antifascisti Altiero SPINELLI ed Ernesto ROSSI sarebbe ancora oggi un “cucuzzolo” vulcanico abitato da poco più di 600 anime dimenticate anche dalla stessa Regione che oggi se ne fa un vanto vendendo il “Manifesto di Ventotene” come fosse il nucleo intorno al quale si è materializzata la Comunità Economica Europea – oggi “UNIONE EUROPEA”.

Invero, il Manifesto è qualcosa di grandioso, mentre il prodotto “EUROPA”, dopo circa 60 anni, è sostanzialmente ancora un progetto che è stato malamente interpretato dai neo ed ex post “predicatori” di burocratese, lingua d’obbligo in una Europa labirinto di migliaia di unità superflue tra comitati, commissioni, burocrati e tecnocrati di vario genere e tipo.. L’Europa è l’unica istituzione che ha per il parlamento 3 (tre) sedi diverse con spostamenti mensili che costano cifre che potrebbero salvare migliaia di bambini dalla malnutrizione.

È questa l’Europa di cui dobbiamo essere fieri? Si ricordino le sofferenze di quanti – senza se e senza ma – hanno saputo dire NO, pagando di persona le scelte “antifasciste”.
Non avremmo voluto sottolinearlo, ma non possiamo evitare di osservare i tanti alchimisti impegnati a scoraggiare chi si sente ed agisce da cittadino europeo.
D’altronde chi vive del proprio lavoro può affermare che è tutto merito dell’Europa se la sera riesce a portare la pelle a casa,o se è scampato per un pelo ad un attacco terrorista mentre era intento a comprare il pane al supermercato del suo quartiere? No. Cento, mille, volte No.

Noi non ci riconosciamo in un sodalizio “colabrodo” con coloro che antepongono gli affari al lavoro e gli sceicchi ai lavoratori. Quei fiori sulla tomba di un portatore di idee non sono un riconoscimento meritato, ma un omaggio strumentale volto a tentare di associare un grande ed intramontabile come Altiero SPINELLI ai nani che riescono a guardano lontano solo se riescono ad alzarsi sulla punta delle scarpe.
E poi cosa direbbe di tutto questo Sandro Pertini? Domiciliato nella cella n.36 del carcere isola di “Santo Stefano”dove è stato rilegato per il suo spirito democratico e socialista.

Se non ci sarà uno “SCATTO” immediato per riordinare i cocci di una grande idea basata su un’Europa sociale e tollerante, disponibile ad accogliere le istanze e i propositi dei popoli europei, l’Europa delle Lobby e delle banche ci costringerà al silenzio e, a capo chino, al ruolo di servitori dei nuovi “padroni”.
Purtroppo il patto “cittadini e rappresentanti” non ha mai funzionato, e questo perché gli eletti fanno un altro mestiere rispetto al mandato ricevuto e si accontentano dei tanti incontri “perditempo e mangiasoldi” dei Consigli, delle Commissioni e delle sedute “fiume” del Parlamento Europeo.

Dal 60° anniversario dei trattati di Roma ci attendiamo però il rilancio e la crescita dell’Unione Europea, nonché di un progetto di difesa comune, naturalmente tenendo a base il primo obiettivo della Pace. Ciò che ci preme sottolineare è la centralità dei cittadini europei ed il ruolo determinante dei popoli e delle culture che caratterizzano le diversità e il senso di libertà di essere uniti. Crescere per potenziare i servizi, lo stato di benessere e le prospettive per i giovani, i meno giovani e gli anziani arginando la disoccupazione e la povertà, è l’unica strada da percorrere con il coinvolgimento di tutti.
Noi ci sentiamo impegnati e pronti a dare il massimo. Questa volta non è ammesso tergiversare.

Nella convinzione che l’immobilismo e l’indifferenza ci porterebbero inesorabilmente dalla parte del torto, noi cittadini d’Europa dobbiamo reagire all’isolamento rivendicando il diritto di partecipare, proprio come è scritto nel “Manifesto di Ventotene”.