SENZA L’AGRICOLTURA NON SI MANGIA

Ott 16, 2012 | News

In questi anni il numero di coloro che soffrono la fame si è leggermente ridotto ed è ora, [secondo i dati Fao->http://www.fao.org/news/story/en/item/161819/icode/], di 870 milioni di persone. La loro localizzazione non è più solo nei paesi sottosviluppati, ma anche nelle economie più ricche, dove sono16 milioni (3,3 in Italia) gli individui che non ricevono un’ alimentazione adeguata alla propria sopravvivenza.

Pochi giorni fa la Ue ha dato finanziamenti al programma di sostegno alimentare per le persone indigenti per un importo pari a 500 milioni di euro, 100 dei quali sono andati all’Italia (cosa che la dice lunga sul livello delle politiche sociali nostrane). Il problema però è che, per quanto giusto, non ci si può limitare a staccare un assegno ogni tanto, è necessario attuare strategie ed interventi, pianificare, e soprattutto, rilanciare il settore agricolo.

La stessa Fao ha detto, e non solo una volta, quanto sia necessario investire sul primario per ridurre drasticamente il numero degli indigenti nel mondo e per rispondere alla crescente domanda alimentare che dovrebbe portare il primario ad incrementare la propria produzione del 70% entro il 2050. Negli Stati Uniti stanno addirittura pensando si sviluppare una specie di agricoltura verticale basata sulla creazione di strutture su più piani capaci di ospitare la coltivazione di prodotti agricoli.

In sintesi è evidente la necessità di maggiore agricoltura, non solo come aggregato economico, ma altresì come un insieme di valori e idee, come mezzo di tutela dei passaggi e come espressione di un rapporto virtuoso tra uomo e natura. E’ su tutto questo che occorre pensare al più presto.