TUTTA L’AGRICOLTURA E’ PAESE

Set 20, 2012 | News

I volti dei lavoratori agricoli si rivelano in ogni angolo del mondo. Volti sui quali si leggono le medesime tracce di vita, e così anche le fisionomie dei paesaggi con le coltivazioni, i campi arati, i pascoli. Oggi quel mondo di contadini è assediato dalle logiche del profitto, le cui leggi hanno fatto perdere quella naturale vocazione dell’agricoltura al rispetto dell’ambiente, alla cura dei prodotti della terra, alla custodia del territorio.

Che il settore primario non navighi in acque limpide non è certo una novità, ma ad aumentare i dati negativi, come, solo per citarne alcuni, la chiusura del 32,2% delle attività agricole negli ultimi dieci anni o la diminuzione della superficie agricola di 5 milioni di ettari dagli anni ’70 a oggi, siamo costretti ad annoverare anche il crollo del 19% nel 2011 degli aiuti pubblici all’agricoltura nei Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

La stessa OCSE fa sapere che questo evidente abbassamento in punti percentuali del bilancio agricolo totale è al di sotto del livello più basso mai registrato e ciò dipende dai nuovi sviluppi dei mercati internazionali più che dagli espliciti cambiamenti delle politica.

Lo svilimento dell’importanza e della centralità del comparto agricolo sono dovuti non solo a questioni puramente economiche, ma soprattutto a un cambiamento radicale di rilevanza culturale, che ha abbandonato la comunità internazionale quando si parla o si prova anche solo a dibattere sul ruolo del lavoro nei campi.

Il sostegno all’agricoltura deve essere maggiormente legato all’incremento della produttività e alla competitività del settore. E’ pertanto prioritario che i governi assumano un impegno sempre più costante e proporre delle soluzioni ai problemi che da troppo tempo affliggono il mondo del primario, per assicurare un uso vitale delle risorse, aiutare gli agricoltori ad affrontare i rischi e restituirgli quell’impronta riconoscibile di valorizzazione della vita.